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Scritto da Lucio Corvino   
lunedì 17 luglio 2006
Ammon Contact - With Voices
"WITH VOICES"
Ninja Tune 2006
hip-hop

Gli Ammoncontact sono Carlos Niño e Fabian Ammon; vivono e lavorano a Los Angeles, elementi cardine nella locale scena della Black music.
Incidono per la Ninja Tune, una delle etichette discografiche che, con le sue produzioni, ha segnato il corso della musica (niente etichette, altrimenti qui ne andrebbero inserite davvero troppe) negli ultimi quindici anni, dopo aver collaborato per anni con discografiche indipendenti quali Emperor Norton, Eastern Developments, Soul Jazz e Plug Researc.
Niño, scrittore/arrangiatore/produttore/musicista, ha collaborato con Dwight Trible per "Love Is The Answer" e realizzato progetti con Army of Healers e Build An Ark, Hu Vibrational, Go, tra gli altri.
"With Voices" è il terzo lavoro degli Ammoncontact per la Ninja Tune dopo "One In An Infinity of Ways" e "New Birth" ed è quello, a differenza dai precedenti, essenzialmente strumentali, maggiormente pervaso, come annuncia lo stesso titolo, dalle voci.
Ad esso, segnato da un sempre attento e profondo stile produttivo, hanno dato il loro contributo Yusef Lateef (uno dei grandi protagonisti del jazz degli anni Sessanta e Settanta, artista che non ha mai smesso di esplorare le musiche delle più svariate culture, sassofonista e flautista, grande manipolatore sonoro, uno dei primi - insieme a Coltrane e a Don Cherry - a inserire la world music nella musica improvvisata), Kamau Daaood (scrittore e performer che sul finire degli anni '60 ebbe l'occasione di collaborare con i Last Poets ma scelse di rimanere legato alla sua comunità d'origine)
e naturalmente Dwight Trible.
Dalla scena più prettamente hip hop Carlos Niño e Fabian Ammon hanno chiamato a collaborare Lil Sci (Scienz of Life e MF Doom), Abstract Rude (Project Blowed e Big Dada), Sach (già nel seminale gruppo di LA The Nonce), Prince Po (una metà di Organised Konfusion) e Brother J (leader di X Clan).
Si parte con un Children Of The Sun, con in evidenza la voce di Dwight Trible. Nella seguente Into 777 si mette in luce il rapping incisivo di Sach su una base avvolgente, ritmi minimi, sequencer e qualche effetto. Le prime risonanze vintage si ascoltano in Like This, con Lil Sci che rappa sciolto e coinvolgente. Nella successiva A Zillion Tambourines compare il recitativo di Kamau Daaood, inserito su una base che assembla la ricerca sonora e suoni della tradizione afroamericana. Progresso e memoria: estremamente affascinante. Elevation, strumentale, cerca di avvicinarci allo Spirito, prima di ritornare, con i piedi più vicini a terra, con With Voices e Drum Riders, rispettivamente con le voci di Lil Sci e Brother J. Cut Chemist in Drum Riders ci mette del suo ai piatti. Sentimenti di nuovo spirituali tornano nei 3 minuti e 33 secondi di Beautiful Flowers, che impegna insieme Prince Po, Yusef Lateef e Dwight Trible, su un ostinato tappeto percussivo e archi. Earth Children è forse il brano più etereo e rarefatto, la voce di muove contrappuntata da un violino, su una base questa volta assolutamente coerente con certe produzioni Ninja Tune di qualche anno fa. In Worth It si impone con decisione il funk, classico giro di basso rude e pulsante, su cui gioca la voce di Abstract Rude. La seguente Love Needs No Destination To Have Made It, si presenta duro ed aggressivo. L'impressione è confermata dal rapping deciso e secco di donna Imiuswi, che si districa su una base altrettanto asciutta e segnata da sonorità che portano alla memoria nientemeno che l'elettronica tedesca dei '70 (Tangerne Dream o Klaus Schulze, tanto per intenderci o per definitivamente smarrirci). Il circo si chiude con Life Force Contact, densa di percussioni, programmazioni, tastiere.
Il disco si fa ascoltare, cattura concedendo poco o nulla ad un ascolto più dimesso o distratto. Di certo si fa notare per la sua capacità, a partire dall'amore per la musica dei due Ammoncontact, di leggere la cultura afroamericana come un tutt'uno e di proporla in un lavoro che, pur nella sua complessità, risulta davvero notevole per la sua capacità di far riferimento in continuo alla tradizione unendola alla ricerca.
[Lucio Corvino]


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