Lo scorso 25
Aprile ero al Circolo degli Artisti di Roma, per ammirare,
dopo un lungo inseguimento, il tanto agognato concerto del nostro.
Immaginavo di vederlo con un mega-gruppo al seguito delle sue
canzoni (in particolare quelle dell'ultimo, bellissimo "The Letting Go"); invece
sul palco erano lui ed un misconosciuto batterista islandese poco più che
ventenne, ad animare uno show iniziato tardissimo e durato un'infinità di tempo,
ma che meritava di essere visto. Oramai stremati e comunque appagati dalla
performance che navigava tra i classici del suo repertorio, attingendo anche a
molti pezzi tratti dal suo disco in collaborazione con
Matt Sweeney, lo
stupendo "Superwolf", ecco arrivare l'inattesa rendition di una
trasfigurata
I Will Always Love You, pezzo conosciuto grazie alla
colonna sonora di quel bruttissimo film che era "Guardia del Corpo (Bodyguard)"
con una "languidissima"
Withney Houston... Devo dire che fu più
lesta di tutte una mia amica, che ne riconobbe subito il testo, e dal nostro
gruppo partì uno sparuto applauso, che credo colpì molto il Bonnie. Avremmo mai
osato immaginare che da lì poteva partire un nuovo lavoro di cover del nostro,
dopo quello in collaborazione con i rinati
Tortoise? Mah...
"Ask
Forgiveness" nasce forse solo come spin-off di un nuovo disco a venire, ma
è veramente bello, anche se un po' dimesso e rilassato; sembra quasi una pausa
di riflessione, un tuffo nei gusti più reconditi del nostro, anche piuttosto
bizzarri. Inusuale rifare lo stucchevole
R. Kelly, meno
Danzig, ma anche
Bjork
e
Phil Ochs... Ma si sa, solo i grandi possono permettersi di fare queste cose
dando dignità, per esempio, ad un pezzo in origine tremendo (nella produzione),
come
Thunder Road di
Bruce Springsteen! Come sempre la produzione
scarna ed essenziale è la caratteristica che più contraddistingue il nostro, in
un'ottica sempre più "pre-war folk" che lui stesso ha contribuito ad
alimentare, probabilmente aprendo la strada a grandi cantautori degli ultimi
anni, come
Iron & Wine,
Song Ohia,
Joanna Newsom ecc. E più passa il
tempo, più somiglia ad un accigliato
Bob Dylan alternativo, passatemi il
termine...
Cosciente
della provocazione messa in atto, Bonnie "Prince" Billy scrive alla
fine del booklet: "Better to ask forgiveness than permission".
Programmatico.
[Maurizio Inchingoli]