Ascolti
COLDER | COLDER |
|
|
|
| Scritto da Luigi Catalani | |
| lunedì 15 maggio 2006 | |
|
“HEAT”
Output/Vital 2005 Electro-wave
Alla sua seconda uscita sulla lunga distanza, Marc Nguyen Tan, giovane
e poliedrico artista parigino, definisce con cura i confini della sua
musica, cui affianca l’attività di grafico.
Le ispirazioni del disco
(la new-wave più scarna e ispirata, dai Joy Division in avanti) non
sono dissimulate, bensì appaiono in tutta la loro chiarezza, quasi
cristallizzate. Per il resto, il talentuoso francese, autore delle
musiche e dei testi, lavora per sottrazione, offrendo all’ascolto corpi
musicali scarnificati ed eleganti, mai superficiali o noiosi.
Al minimalismo degli arrangiamenti corrisponde
un’attenzione particolare rivolta alla produzione e alla confezione del
disco, che gode delle suggestive fotografie di Kourtney Roy. Heat ti
avvolge e ti cattura in maniera sottile, con i suoi ritmi ripetitivi ma
non ossessivi, la voce recitante calda e sinuosa. Suoni essenziali,
pochi versi ripetuti più volte, quasi a provocare un effetto ipnotico.
L’atmosfera del disco vibra senza frenesie tra cadenze sincopate e
luccichii sentimentali, in un gelido mood for love che lascia
intravedere sotto la coltre ghiacciata il pulsare del cuore per una
presenza femminile sfuggente e desiderata. Questo disco non è uno di
quelli che cambiano la rotta della musica pop, né si lancia in ardite
sperimentazioni musicali. Ma non è neppure uno sterile omaggio alla
wave anni ’80. È piuttosto una confessione intima e sincera, un
virtuoso esercizio di solipsismo che si fa apprezzare per la sua
sobrietà, la sua estrema pulizia e quell’alone romantico, melanconico
ma mai disperato, che lentamente inocula nell’ascoltatore.
[Luigi Catalani]Discuti quest'articolo nel forum. (0 posts) |
| < Prec. |
|---|