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Scritto da Maurizio Inchingoli   
giovedì 24 aprile 2008
"PILGRIMAGE"
Southern Lord
2007
stoner

La voce evocativa e liquefatta di Al Cisneros inaugura questo nuovo lavoro uscito per la benemerita Southern Lord.
Gli Om sono la misconosciuta band stoner doom psichedelica per eccellenza. Lo spirito è però diverso dai loro fratelli cattivi e seminali Kyuss, ad esempio. Qui la "pesantezza" degli strumenti, solo basso e batteria, è più implosa e meditata, quasi ascetica. D'altronde il nome è abbastanza eloquente. Apre la title-track, maestosa suite dall'incedere sonnolento e catartico che ricorda molto i Melvins di "Bootlicker", altro piccolo capolavoro di pop-psichedelico poco apprezzato all'epoca della sua uscita. Più di dieci minuti di sussurrato incedere che fatalisticamente ci porta in un lungo tunnel livido e claustrofobico. Lo scuotimento di Unitive Knowledge of the Godhead ci risveglia dal torpore iniziale con le frustate del basso catramoso di Al Cisneros; cantilenante melodia avvitata su se stessa che sembra non avere mai fine. Ossessiva tormenta con i piatti della batteria di Chris Hakius che minacciano fisicamente come lame metalliche le nostre povere membra.La partenza di Bhima's Theme è violentissima melma sludge come non se ne udiva dai tempi di "Dopesmoker" degli Sleep (ricordiamo che gli Om erano la sezione ritmica della band americana). Erano i primi anni novanta, e questi suoni si affacciavano timidamente sulla scena dell'agonizzante metal d'oltreoceano in compagnia di gente aliena del calibro di Saint Vitus e Neurosis. A metà del pezzo la voce di Cisneros si fa mefistofelica ed acuta come in un ultimo sussulto prima di spirare. Sulfurea prova dal tocco teatrale. Come resuscitare un cadavere dalla propria tomba con un esorcismo: l'assolo finale di basso è poderoso e definitivo. Sublime e terrena pesantezza. Il viaggio termina in maniera circolare (sic) con la reprise di Pilgrimage. Poco più di quattro minuti impostati sulla melodia portante del pezzo che ci ricordano l'inizio, da dove eravamo partiti.
In poco più di mezz'ora il duo californiano mette in piedi un'incredibile e criptico monolite di pura e lucidissima paranoia psichedelica da urlo. Aggiungiamoci la registrazione secca e concisa di Steve Albini, effettuata presso gli Electrical Audio Studios di Chicago e l'alchimia è compiuta. Non dimentichiamoci anche le illuminanti collaborazioni dei nostri con i Current 93 di David Tibet ed i Six Organs of Admittance di Ben Chasny, ed il cerchio magico si chiude. E' poi di un paio di mesi fa la defezione di Chris Hakius, sostituito da un nuovo batterista che risponde al nome di Emil Amos, e pare che nel prossimo autunno saranno in Europa per un tour di riparazione annullato all'ultimo momento per i motivi di cui sopra. Non vedo l'ora di muovere meccanicalmente la mia povera testolina al ritmo incessante del loro possente ed elefantiaco magma sonoro. Le pillole per il mal di testa sono già sul comodino di casa, ma credo che alla fine non serviranno. Prepariamoci cOMunque al "peggio".

[Maurizio Inchingoli]

 
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