| OSUNLADE |
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| Scritto da Lucio Corvino | |
| mercoledì 26 settembre 2007 | |
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Strictly Rhythm 2007 deep house Un nuovo capitolo della saga house Strictly Rhythm.
Considerato
tra i più importanti produttori, compositori, musicisti e dj
degli ultimi anni, Osunlade è anche fondatore di una personale
casa discografica, la Yoruba. Nelle sue produzioni miscela numerose
influenze dell'House-Music: Disco, Afro Beat, Hip Hop, Salsa, Jazz,
Electro e Soul ed ha lavorato a decine di remix, Radiohead, Salif
Keita, Cesaria Evora, 4 Heroes, fra gli altri.
Dopo aver pubblicato "Paradigm" (2001) e "Aquarian Moon" (2006), esce ora, per la rinata Strictly Rhythm, il suo terzo album "Elements Beyond" che si apre con A Cloudy Mist. L'attacco è coinvolgente ma la sensazione, quasi immediata, di star ascoltando sonorità piuttosto conformiste e convenzionali lo è altrettanto. Emerge un lontano sentore di ORB riaggiustati con qualche bpm in più... Passano così quasi nove minuti... prima di poter ascoltare la seconda traccia: A Monk's Tear. Qui il ritmo si fa più latino ma si conferma la sensazione che ciò di cui si avverte profondamente la mancanza è la ricerca di sonorità, se non di ritmi, originali e non così già sentiti. In Stomp un organo anni 50/60 ed una chitarra funky attraversano il brano, introdotto da metallofoni e percussioni in stile un po' tribale. Viene quasi voglia di dire... lasciamo perdere! Il ritmo continua a crescere in My Reflection, fondamentalmente una canzone, introdotta da una suadente voce femminile e coretto oh oh oh, ma poco di più. Percussioni e chitarre nell'apertura di Queen's Battle. Niente paura, il bum bum bum-bum-bum è solo dietro l'angolo e via per una cavalcata, in vero un po' ossessiva e retrò. 139th Street non mi sembra un pezzo particolarmente riuscito, stressato e stressante. Se si fa riferimento ad una strada della Big Apple, allora davvero, come l'artista sembra confermare in una recente intervista, quello non è il luogo ideale per dar sfogo alla sua creatività. Giunti, un po' a fatica, fin quasi in fondo, Cream... basta la parola e con April torna lo sfiancheggiamento un po' latin e un po' ... pop. A questo punto sarà bene aspettare la prossima prova che, sempre a dar ascolto alle dichiarazioni di Osunlade, dovrebbe essere considerata il suo "primo vero disco". In ogni caso... dategli un ascolto. E fatemi sapere! [Lucio Corvino] Discuti quest'articolo nel forum. (0 posts) |
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