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ROBERT WYATT PDF Stampa E-mail
Scritto da Lucio Corvino   
venerdì 28 marzo 2008
"COMICOPERA"
Domino 2007
songwriter

Un disco arrivato praticamente
a sorpresa, considerati i tempi a cui è abituato chi ascolta, rispetta ed ama Wyatt.

Il precedente album,  'Cuckooland', era, ‘solo', del 2003...
Poco male, i dischi di Wyatt, uomo che, confesso, è per me una guida, quasi un fratello maggiore, non sono e non saranno certo un fastidio; il loro ascolto non comporterà di sicuro un sacrificio per chi, da tempo, riconosce all'artista il ruolo di cantore dei momenti più veri, dolci, ironici, semplici, profondi della ‘nostra' contemporaneità.
Ne avrei scritto appena uscito, dopo i primi ascolti, ma ora che l'album è comparso ben piazzato nelle classifiche dei migliori lavori del 2007, e dopo una serie di riascolti distanziati nel tempo, il giudizio su "Comicopera" potrà essere, forse, meno da aficionado.
L'atmosfera generale dell'album è particolarmente amichevole, non nel senso che si offrono canzoncine di facile ascolto, ma perché sembra quasi che Robert ed i suoi compagni di avventura (Brian Eno, Paul Weller, Phil Manzanera, che ha offerto il suo studio casalingo per le registrazioni, Annie Whitehead e naturalmente Alfreda Benge) ci accolgano nelle stanze in cui questa musica è stata suonata e ci permettono di stare con loro, di ascoltare i suoni, di cogliere l'istante, l'atmosfera, il sentire. Spendere in tal modo qualche momento della nostra vita sarà, probabilmente, una esperienza indimenticabile, che abbatterà le barriere tra prod/azione ed aud/azione, tra musicista e ascoltatore, così come questa musica totale e globale abbatte le barriere dei generi, degli stili e delle convenzioni.
Comicopera si divide in tre atti: il primo, Lost In Noise, si apre con una cover, Stay Tuned, bella canzone composta da Anja Garbarek (figlia del sassofonista Jan) a cui Robert Wyatt dona la voce, quel suo particolare tono, quel modo di sovrainciderla e di portare il falsetto. Unico. Al termine del trattamento il brano appare del tutto una canzone di Wyatt.
Il sogno dell'essere immersi nell'immaginario wyattano continua con Just as You Are: incastri vocali in duetto con Monica Vasconcelos, pianoforte, chitarra, cimbali e la cornetta da cui Robert sembra ormai inseparabile, che si affaccia delicatamente.
Nel terzo brano YouYou l'atmosfera si fa rarefatta e diafana; più intima in A.w.o.l, con piano, contrabbasso ed il trombone amico della Whitehead; orchestrale e jazzistica in Anachronist. Non a caso in una recente intervista Wyatt continua a dichiarare il suo amore per Ellington, per Mingus, per i maestri del jazz afro-americano, per il vero che ha attraversato l'esperienza umana di questi artisti.
La libertà espressiva, come sempre svincolata da ogni costrizione legata al mercato, da più parti riconosciuta a Wyatt, si esprime in pieno nel secondo atto The Here and The Now, con A Beatiful Peace, canzone semplice e sofisticata allo stesso tempo, Be Serious, specie di divertimento su un giro di chitarra jazzy, On The Town Square, strumentale in cui il sax improvvisa il suo canto, ricordando alcune sonorità del jazz sudafricano attivo a Londra negli anni '70 (Assagai) e di quello afroamericano più legato alla Madre Africa (Albert Ayler), Mob Rule, A Beautiful War e Out of the Blue  nelle quali Wyatt riconferma la sua abilità nell'uso della voce, versatile ed unica, venata di malinconia, di dolcezza, vero strumento primordiale quanto fondamentale per espressione e comunicazione.
Ha qui inizio il terzo atto dell'opera, Away With The Fairies, che contiene dei brani già comparsi altrove, come Del Mondo, dei C.S.I., magnificamente interpretata, Cancion de Julieta, da un testo di Garcia Lorca, Pastafari, con il vibrafono di Orphy Robinson in evidenza, Fragment, che ricampiona Just As You Are, e la finale Hasta Siempre Comandante, con il jazzista italiano Maurizio Camardi.
Comicopera è solo l'ultimo lavoro di Robert Wyatt, uno degli artisti che ha fatto la storia della nostra musica. Ascoltate questo disco ma, prima di dire... altro, ascoltate tutta la sua opera, rovistate tra le pieghe del suo lavoro ormai quarantennale, assumete le testimonianze di questo luminoso cammino, monumento all'arte, al pensiero, all'essenza stessa dell'essere uomini.

[Lucio Corvino]

 
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