ti trovi in: Home
SIGHTINGS PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Inchingoli   
giovedì 03 aprile 2008
"THROUGH THE PANAMA"
Load 2008
rock

Una marcia dall'incedere marziale apre l'ultimo squassante lavoro del gruppo di New York.

A Rest, melodica filastrocca inondata da una coltre di rumori condotti ad arte dalla chitarra di Mark Morgan. Un giro di basso circolare impostato da Richard Hoffman, subissato da suoni tribali dal vago sentore weird-world ancestrale, ci conduce nel marasma di Debt Depths. Melodie spoglie fanno da ossatura essenziale a questi pezzi cosi 80's che sembra di sentire i più cattivi Talking Heads passati al frullatore dei migliori Einsturzende Neubauten.
In Doven Hoof una lontana chitarra twang scandisce il ritmo tra abrasioni noise e folate elettroniche, con la batteria di John Lockie a far da contralto quasi post-metal. Rigurgiti ed ossessioni sono il leit-motiv incessante ed onnipresente, ogni "canzone" sembra avere più anime ed assumere una multiforme vitalità. Mesmeriche elucubrazioni che ci liberano da ogni paranoia. Con la melodia funerea e cantilenante di The Electrician, come degli Xiu Xiu remixati dai Butthole Surfers più pazzi ed invischiati con l'elettronica più malsana. Eppure "Through the Panama" ha un tono serioso e quasi accademico. Non mi meraviglierei se li vedessi sul palco di un teatro d'avanguardia. Nonostante siano solo un fottutissimo trio rock con le palle. This Moist Real of Hell è puro harsh-noise dove si fa il verso a Blixa Bargeld: cattivissima e sulfurea discesa negli inferi delle più putrescenti fogne newyorchesi. Perforated è un lamentoso assolo di chitarra con batteria elettronica free da togliere il fiato: i singulti della chitarra stessa sono posti al limite dell'udibile. Come una sega arrugginita ci tolgono di mezzo e ci spazzano via. Morboso. La tempesta di Certificate of no Effect ci accompagna verso la title-track. Quattro minuti di insana e sincopata rincorsa verso un muro; con deragliante effetto finale che tutta la produzione dei Sonic Youth può scordarsi di aver messo in atto. Passatemi la provocazione, ma qui si fa proprio sul serio, e senza pretese avanguardistico-intellettuali da salotto buono di Brooklyn. Arriva poi in sottofondo il pianoforte di Degraded Hours: cupa nenia piena di frequenze disturbate che fanno da oscura trama ritmica ad una voce che si fa eco delle nostre paure più recondite. Gran finale col botto: Black Peter, maestosa suite chitarristica che manco i Battles di Ian T. Williams sotto acido saprebbero affrontare. Una poderosa cavalcata di oltre sei minuti tutta in feedback e distorsioni che deraglia e sbanda ma non esce mai dai binari. Va dritta nelle nostre teste perforate da questa mezzora scarsa di sano e consapevole rumore. Finalmente questa parola ha un senso (melodico) compiuto e non più solo spregiativo. Un plauso alla Load per averci visto giusto, ed alla produzione di quello sporco geniaccio di Andrew Wk, eccentrico ed ubiquo folletto trash-pop.
La catarsi e la bestialità. La lentezza e la paranoia di vivere sublimate in "Through the Panama". Attraverso un viaggio nella profondità dei loro cervelli avvistiamo un barlume di vita. Disperata vita...

[Maurizio Inchingoli]

 
Pros. >

Tutti i Festival dell'estate (photo Fester, Dour 2007)

Sound Threshold

Cerca

Login Form

Iscriviti e potrai partecipare al forum, scambiare messaggi privati con gli altri utenti e ricevere la newsletter mensile di tragittisonori.com.
Per gli iscritti, biglietti in palio per partecipare a concerti, festivals e rassegne!






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Syndication