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L'ISTRUTTORIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Inchingoli   
venerdì 29 febbraio 2008
"L'Istruttoria, Atti del Processo in morte di Giuseppe Fava"
Bologna
Teatro Arena del Sole
10 febbraio 2008


Nella piccola sala Interaction dell'Arena del Sole parte sibillina una voce: è quella metallica di un collaboratore di giustizia che ricorda un episodio... Una scarna messinscena dal taglio espressionistico fà da coreografia alle storie raccolte dal figlio di Giuseppe Fava, Claudio, che ci mette al corrente della tragedia appena vissuta: la morte di suo padre, cronista de "Il Giornale del Sud" e fondatore de "I Siciliani", ammazzato dalla Mafia a Catania nel 1984.L'opera teatrale si ispira all'omonima piece di Peter Weiss e si sviluppa attraverso le deposizioni dei testimoni del processo: avvocati, giornalisti, mafiosi, magistrati e personaggi "grotteschi" della Catania degli anni 80. Tutti interpretati dal talentuoso Claudio Gioè, già attore affermato ne "La Meglio Gioventù" di Marco Tullio Giordana, e nella discussa fiction tv "Il Capo dei Capi" nei panni di Totò Riina. Con lui la bravissima e discreta Donatella Finocchiaro, languida attrice in "Angela" di Roberta Torre, e in "Perduto Amor" di Franco Battiato, nelle vesti degli altri personaggi che gravitano attorno a questa opera, così disadorna ed efficace. Nel giro di appena un'ora si dipanano le deposizioni più o meno veritiere ed ipocrite dei vari imputati, chiamati a testimoniare su una figura scomoda come quella di Fava. Intellettuale dei più sopraffini, autore di opere teatrali e di sceneggiature per il cinema (ricordiamo quella per "Palermo or Wolfsburg" del regista tedesco Walter Schroeter, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1980 ).

Al centro del palco Claudio Gioè inscena con fare discreto ed istrionico i vari personaggi; c'è in lui una partecipazione che si avverte molto forte. Infatti la resa drammatica delle sue "deposizioni" fa venire quasi la pelle d'oca, in particolare quella iniziale del collaboratore di giustizia Maurizio Avola ; a tutto ciò si aggiunga l'espressività quasi commossa e sensibile della Finocchiaro, che partecipa con enfasi agli atti del processo. Questa storia forse sepolta dal tempo viene invece riattualizzata dal talento di questi due attori isolani che evidentemente hanno molto a cuore le sorti della loro disastrata e stupenda regione. La regia di Ninni Bruschetta poi non deve sforzarsi tanto per risultare diretta ed anche per certi versi alleggerita dagli attori e dalle musiche enfatiche dei Dounia, quartetto catanese che raccoglie al suo interno ex-membri dei Kunsertu e si affida alla voce delicata ed espressiva del palestinese Faisal Taher. Questi musicisti contrappuntano le fasi del processo con musiche acustiche dal sapore cinematico, grazie all'uso di contrabbasso, chitarra e percussioni. Alla fine un lungo e meritato applauso invade la piccola sala, e risulta incredibile poi che siano passati 24 anni dalla morte di Fava e che il processo si sia concluso solo lo scorso anno.

Avevamo dimenticato questo episodio tragico, forse seppellito per sempre dalla poca attitudine delle istituzioni a ricordare personaggi non allineati ed "obliqui" come Giuseppe Fava, evidentemente troppo scomodi ed inafferrabili. Poco addomesticabili, come pensavano forse i suoi editori e i politici dell'epoca. Anche se bisogna ammettere che le cose non sono cambiate poi molto da allora. Forse si uccidono meno giornalisti ma si agisce alla radice della loro mentalità, tagliando le gambe ai giovani talenti e tenendoli al soldo di editori senza scrupoli, capaci di ottenebrare le loro menti con sostanziose quantità di denaro. Un esempio per tutti : purtroppo c'è gente che crede ancora che il TG5 sia un telegiornale "imparziale" e che si fa paladino della lotta alla Mafia. Povera, diffusa, ingenuità... Allora opere teatrali piccole ed oneste come questa servono a tenere alta l'attenzione, ed a vigilare sulla presunta onestà di certi media e sulla presunta "buona fede " di certi "bravi ed integerrimi" giornalisti. "La Mafia è nella politica" diceva Giuseppe Fava. E guarda caso la tv ama cosi tanto occuparsi di politica... Rischiare la vita, anche a costo della morte; nobile e coraggiosa attitudine. Sempre più rara, purtroppo...

"Gli individui che vivono su un piano esteriore sono salvi in partenza; ma che cosa hanno da salvare, se non conoscono il minimo rischio?"
Emil M. Cioran , "Al culmine della disperazione" Ed. Adelphi.

[Maurizio Inchingoli]

 
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