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Variazioni sull'identità PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Bonomo   
giovedì 17 gennaio 2008
Bologna
30 ottobre - 4 novembre 2007

Il report della quinta edizione di Gender Bender, il festival internazionale che si è svolto a Bologna qualche settimana fa.

Si chiedeva Leopardi "E io che sono?" (Il canto notturno di un pastore errante dell'Asia), forse avrebbe risposto Rimbaud nella Lettera al veggente "Io è un altro".
Interrogativo di drammatica, urticante attualità, se è vero che la questione dell'identità - e, di conseguenza, dell'alterità - non smette di darci da pensare, anche e soprattutto in seguito ai cambiamenti profondi che avvengono nelle nostre società, sempre più interessate da fenomeni di emigrazione e di meticciato da un lato e, dall'altro, dalla messa in crisi dei tradizionali confini sessuali.
Il Festival Internazionale Gender Bender, alla sua quinta edizione, ha rilanciato l'urgenza della domanda sull'identità e sull'alterità, compresa quella sull'orientamento sessuale che continua a essere fonte di discriminazione e di sospetto.
La manifestazione, promossa e organizzata dal Cassero gay lesbian center col patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna, si è svolta dal 30 ottobre al 4 novembre in diversi luoghi del capoluogo emiliano e ha portato in Italia alcune tra le più interessanti proposte del panorama culturale europeo e non solo.
Innanzitutto si è avuto il privilegio di vedere il film Rara del compositore Sylvano Bussotti: restaurata dalla Cineteca di Bologna e proiettata al Teatro Manzoni con accompagnamento musicale dal vivo e alla presenza dell'autore, l'opera è inclassificabile e stupefacente per il cortocircuito tra immagini e suoni.
La sezione arti performative, poi, si è confermata ancora una volta interessante con i due spettacoli al Teatro San Martino: "Frans Poelstra, his dramaturg and Bach" e "Snow White", entrambi accomunati dall'esibizione di nudità non accattivanti, potremmo dire fuori moda.
Il lavoro del coreografo e ballerino Frans Poelstra, in anteprima nazionale, rappresenta quasi un bilancio personale dell'artista e si rivela pieno di (auto)ironia, trovate intelligenti, tra cui la presenza in scena del suo drammaturgo, in continuo e voluto bilico tra interno ed esterno dello scena, accompagnato anzi innervato dal non-ritmo delle Variazioni Goldberg di Bach.
L'altra proposta di teatro-danza, "Snow White", è stata dell'americana Ann Liv Young, che ha presentato una versione pop e postmoderna di Biancaneve per adulti.
Si tratta di un vero e proprio work in progress - e non si fa nulla per nasconderlo - che cambia ogni volta che viene rappresentato, divertente quando lei canta canzoni di Tina Turner e di Whitney Houston, con chitarrine rotte, tamburelli e altri strumenti giocattolo che fanno pensare alla sperimentazione di John Cage (il paragone, rischioso, col geniale compositore però finisce qui) ma complessivamente è debole, acerbo, appare bisognoso di ulteriori sviluppi.

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Ricca e curata la sezione video di "Sissy Avantgarde, corpo, sesso e politica nel cinema d'avanguardia 1964-1983" con la possibilità di vedere opere quasi introvabili della prima body art, della scena performativa degli anni 60 e 70 e delle prime sperimentazioni col video: Marina Abramovic, Yayoi Kusama, Carolee Schneemann, Bruce Nauman, Vito Acconci, Andy Warhol, Luigi Ontani, Alberto Grifi e altri.
Molto interessante la scelta dei film presentati tra cui vanno segnalati almeno Palindromes di Todd Solondz, Miss Gulag, Tuli, No regret e il bello Japan Japan dell'israeliano Shamriz Lior: la storia di un ragazzo di Tel Aviv che sogna il Giappone per s-fuggire a una situazione opprimente e a tratti surreale, grottesca, con la sua coinquilina che parla da sola e organizza feste in cui non c'è nessuno mentre la sua amica del cuore si finge una cinese in New York.
Senza dimenticare Soggettiva, spazio dedicato agli incontri con alcune scrittrici che s'interrogano sulla questione identitaria: Sarah Waters, Stella Duffy, Ali Smith e Mary Dorcey.
Infine la sezione GB Entry in cui sono state raccolte le opere degli artisti emergenti selezionati attraverso un bando di partecipazione al festival che li invitava a proporre i loro lavori.
E, last but non least, le feste al Cassero con i Kids On Tv e il dj tedesco Carsten Klemann.
Peccato, ancora una volta, per la disorganizzazione e la scarsa cortesia del Cassero: non fa onore a nessuno e danneggia tutti, andando a disorientare gli spettatori che invece si aspettano altro.
Chissà, forse l'anno prossimo...

Le foto: nell'ordine "Rara", "Japan Japan", "Schneeman C. Fuses", "Snow White" [photo Nicholas Strini].

[Massimiliano Bonomo]

 
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