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SALVATORE LAURENZANA "ESCALIERS" | SALVATORE LAURENZANA "ESCALIERS" |
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| Scritto da Luigi Catalani | |
| domenica 09 luglio 2006 | |
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SALVATORE LAURENZANA "ESCALIERS"
Potenza, 20 giugno - 2 luglio 2006 Il suggestivo spazio della Cappella dei Celestini, all'interno del rinnovato Palazzo Loffredo del capoluogo lucano, ha ospitato la personale del fotografo potentino Salvatore Laurenzana "Escaliers - un passo dalla vertigine", nell'ambito delle attività legate al progetto "Verticalità e luce", ideato e curato da Giuseppe Biscaglia e Francesco Scaringi (Associazione Basilicata 1799).
Lo sguardo di Laurenzana ha seguito con discrezione le varie attività
del progetto, che ha portato a Potenza artisti del calibro di Marco
Nereo Rotelli, Luciano Massari, la poetessa Maria Luisa Spaziani,
filosofi come Massimo Cacciari, Carlo Sini, Massimo Donà, Vincenzo
Vitiello, Andrea Tagliapietra, Maurizio Ferraris ed altri, e che ha
offerto a 10 giovani artisti la possibilità di svolgere
laboratori e wokshops a Carrara, Treviso e Venezia. Il tutto
finalizzato ad un intervento "artistico-poetico" su una delle scalinate
più belle del centro storico di Potenza.
Ed è proprio sulle scale che si è concentrato l'occhio di Laurenzana. Ma il suo concentrarsi non è mai un'occlusione, un restringimento, un imbuto visivo. Alle scale il suo occhio si dedica, con la naturalezza sapiente di un passante attento piuttosto che con l'urgenza e la frettolosità di un reporter. L'occhio scruta, indugia e procede oltre, senza strappi. La vertigine evocata nel titolo non ispira brivido e tensione, ma un puro concetto visivo, che Laurenzana esplora senza mai cercare l'effetto a tutti i costi. Il bianco e nero delle 20 fotografie in mostra ci restituisce una città per certi versi sconosciuta, reale quanto sognata, vera quanto immaginifica. Le scalinate creano forme nuove assieme agli altri elementi che le circondano: le ringhiere disegnano arabeschi, i pali sull'asfalto sembrano comporre un canneto in uno stagno. A volte lo sgaurdo di Laurenzana si diverte ad ingannare, come in alcune composizioni che rimandano direttamente ad Escher, con la differenza che qui è tutto condensato in uno scatto reale. Partendo da una scelta di rigorosa omogeneità cromatica e formale, l'autore incornicia le sue immagini in maniera originale, obliqua. Uno sguardo diagonale, a volte disorientante, si arrampica su muri ruvidi da toccare, anonimi saliscendi, ombre in cui la luce affoga per poi risalire a galla. E ancora giù, lungo tornanti ripidi e su per passaggi stretti e tortuosi. Anche il fuoco della macchina alterna l'inseguimento di direttrici e vie di fuga a paesaggi in cui la profondità pare annullata. In alcune foto spicca un dettaglio, in altre fa capolino una presenza umana, in tutte si respira una dolcezza e una semplicità cui non eravamo più abituati. [Luigi Catalani] Le foto sono tratte dalla mostra di Salvatore Laurenzana Contatti: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Discuti quest'articolo nel forum. (0 posts) |