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2 maggio ad Atri PDF Stampa E-mail
Scritto da Fester   
sabato 13 settembre 2008
Atri
2 maggio 2008

Hormonauts & C. in una giornata dedicata alla musica e al lavoro.

La scanzonata ed al contempo operosa Associazione Studentesca Ariana - malgrado l'esasperazione ormai incontenibile di Maria Serena e l'assenza (comprensibile) del mondo sindacale - è riuscita a riproporre l'evento di comunicazione sociale sugli aspetti più delicati del mondo contemporaneo del lavoro.
La terza edizione, dal titolo "Ci Avete Rotto il Lavoro. Precariato e Morti bianche", è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Atri e la Regione Abruzzo ed in gemellaggio con l'associazione Big Match, promotrice dell'evento teramano "Aspettando il Primo Maggio".
Dopo l'apertura del sottoscritto (quasi un'ora tendente al northern soul), la prima band a salire sul palco di Piazza Duchi D'Acquaviva è stata - verso le 17.00 - la Banda Larga di Caramanico, cui va il merito di aver riletto alcuni dei migliori classici della canzone d'autore italiana in chiave folk-rock.
Durante l'intervallo ho avuto il piacere di scambiare due parole con Andy degli Hormonauts il quale - pur apprezzando la qualità della mia selezione - ha manifestato con schiettezza un certo disgusto per la cover di "Route 66" firmata dai Depeche Mode.

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Secondi ad esibirsi sono stati gli Skajola i quali - forti del loro demo "Otto e unanove e unacinque" - hanno proposto al folto pubblico amico un energico sound di mescolanza da loro stessi definito "all'n'rock".
Dopo la parentesi danzereccia del collega PieMix ed un monologo sul precariato degno di miglior sorte, è stato il turno dei Bisbetica Beat, un trio di encomiabili musicisti (Marco Pizii - chitarra elettrica e voce, Osvaldo Bianchi - basso elettrico e voce, Davide La Rovere - batteria e percussioni) che ha interpretato con grande vigore (ed abilità) il meglio del meglio del repertorio beat italiano.
L'esibizione dei Bisbetica, tuttavia, è terminata con mezz'ora di anticipo sicuramente per evitare il crollo in diretta di Osvaldo (cinico ed irriverente per buona parte del live).
Immediatamente a seguire C.u.b.a. Cabbal (www.myspace.com/cubacabbal) e Dj Disastro (www.myspace.com/dsastro) con il loro acuminato rap militante.
C.U.B.A. Cabbal (quando l'ho conosciuto ad Urbino si faceva chiamare Andy Uan) dovrebbe aver iniziato la sua carriera nei primissimi anni '90 con un'autoproduzione distribuita da HELTER SKELTER. Sicuramente ha partecipato all'esperimento S.I.M.(Sistema Informativo Massificato), che gli ha consentito di esibirsi alla Biennale Arte Musica Mediterranea di Valencia.
In collaborazione con Lou X e con lo stesso Dj Disastro ha quindi dato vita al collettivo Costa Nostra, arrivando a fare da spalla addirittura ai Cypress Hill.
Presente in diverse tracce degli album di Lou X "A volte ritorno" e "La realtà, la lealtà e lo scontro", Andrea Martelli (all'anagrafe) ha successivamente sfornato due lavori assieme a DJ Disastro intitolati "Affari di droga/Cuore di rabbia" e "Fuori dal Mazzo".
Il 2001 è stato l'anno di "Alla Corte De Lo Governatore" (da molti ritenuto tra i dischi italiani più interessanti del genere rap) e nel 2005 - ancora con Dj Disastro - ha confezionato "The Dervish Made Me Do It" (17 tracce ispirate al viaggio e ai concerti tenuti Baghdad poco prima della guerra del Golfo con molti altri artisti come Antonio Onorato, Goran Kuzminac, Max Gazzè, Luca Fagella, Enrico Captano e Il Parto delle Nuvole Pesanti).
Dopo una ulteriore collaborazione con Lou X e Leleprox al progetto UnitàDiCrisi ed al combo "Allarme Rosso", è attesa l'uscita del suo ultimo lavoro, (sempre al fianco di Dj Disastro) "Invisible Iron", dal quale più di qualche brano è stato estratto in anteprima nel corso della esibizione atriana.

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Accolti con grande entusiasmo dal numeroso pubblico della sera, i nostri hanno decisamente lasciato il segno grazie alle ritmiche cupe e possenti di Dj Disastro (anche seconda voce) ed alle immagini crude di un Abruzzo ai saldi di fine stagione, disegnate nell'aria dal cantato rabbioso di C.u.b.a. Cabbal.
Per chiudere, ho creduto di dover alzare il tiro con qualche sciabolata Drum'n'Bass e Breakbeat.
Grandi macinatori di tappe (abbandonati nell'occasione dal loro furgone) e pieni zeppi di merchandise, intorno alle 22.00 sono saliti sul palco gli Hormonauts, ovvero: Sasso Battaglia (funambolico contrabbassista tra i più osannati del circuito europeo), Mattia "Pinna" De Paola (uno dei migliori batteristi della scena punk/hardcore) ed Andy MacFarlane (membro della storica famiglia dei Mutoid, scozzese con gli occhi fuori dalle orbite e dall'evidente accento romagnolo - non emiliano!!! - chitarrista e cantante della band).
Con una tecnica a dir poco sorprendete, gli Hormonauts hanno conquistato i presenti sin dalla prima canzone, grazie ad un composto esplodente di rockabilly, punk/rock, rocksteady e country folk, regalando ai presenti una mirabolante esibizione nel corso della quale non sono mancate numerose piroette di contrabbasso ed improvvisi avanzamenti di rullante.
Alla fine della esibizione, ho avuto tra le mani la giacca bordeaux con impunture dorate, sciaguratamente dimenticata sul palco da Andy.
Complimenti, come sempre, a Piergiorgio.

[Fester]

Foto Fester:
in alto Banda Larga, Skajola, Bisbetica Beat, C.u.b.a. Cabbal
in basso Hormonauts e il pubblico


 
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