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BLACK DICE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Inchingoli   
giovedì 10 aprile 2008
Bologna
Covo Club
8 marzo 2008

Arrivano al Covo di Bologna a presentare il loro ultimo lavoro "Load Blown" i Black Dice da Brooklyn.

Trio composto da Bjorn ed Eric Copeland e da Aaron Warren. In apertura l'imbarazzante e troppo lungo set di Kria Brekkan, compagna di Avey Tare degli Animal Collective. Oltre mezz'ora di tedioso psych-folk fuori tempo massimo per la cantante islandese ex-Mum, con armamentario d'ordinanza fatto di chitarre effettate ed ammenicoli vari; abbozzi di canzoni inconcludenti da cameretta sfatta, e voce infantile. File under CocoRosie-Bjork. No comment.Dopo una breve pausa ecco arrivare tra il pubblico i ragazzi statunitensi sul palco. Campionatori, chitarra e colorati live-visuals psichedelici. Attaccano subito con una bordata noise dal sapore tribale e straniante. Sarà cosi per l'ora abbondante di suoni che ci proporranno. Ovviamente si concentrano sui pezzi del loro ultimo lavoro pubblicato su Paw Tracks; anche se il tutto è inglobato in un unico ed assordante monologo, che non concede pause alle orecchie dei "poveri" malcapitati del piccolo, ed in verità non pienissimo, club bolognese.
Il set si alterna tra le scudisciate noise architettate dai sequencer e dai campionatori, e dalla chitarra aliena dei "dadi neri", che si fa quasi fatica a riconoscere nel magma sonoro che mettono in pratica.Le ritmiche si fanno via via sempre più tribali e metronomiche, ed i ragazzi sembrano proprio divertirsi a combinare suoni dal vago sentore afro-beat, e dal tiro drum'n'bass che può addirittura far venire in mente i più cattivi ed oscuri Autechre.Certo le loro collaborazioni "oblique" parlano chiaro: si và dai nerissimi Wolf Eyes, alle Erase Errata, ed agli Animal Collective. Ed ascoltandoli prende sempre più piede la sensazione che siano una versione da cazzeggio-rumorista di certa avanguardia newyorchese "impegnata", nata attorno alle produzioni di certi gruppi della Load Records, ad esempio.
Ottime intenzioni ed intuizioni, grande divertimento ma risultato tutto sommato discreto. Non mi meraviglierei se si facessero produrre da quel gran sacerdote cazzone di Andrew Wk, già dietro al mixer dell'ultimo strepitoso lavoro dei Sightings. Ci farebbero un gran figurone, e verrebbe fuori definitivamente la loro celata anima minimal-danzereccia post new-wave che nascondono tanto bene dietro i loro macchinari.
Ad un certo punto il rumore era cosi forte che il pavimento del Covo Club tremava. Era quello che i tre si aspettavano...

[Maurizio Inchingoli]
 
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