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Digitalism PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Morena   
sabato 01 dicembre 2007
Firenze
Tenax

28 novembre 2007

La coda del NexTech è l'occasione per ammirare il live-set del duo di Amburgo.
Jens Moelle e Isi Tuefekci, meglio noti con lo pseudonimo collettivo Digitalism, hanno fatto tappa a Firenze mercoledì 28 novembre scorso lungo il tour che sta portando in giro per l'Europa la versione live del loro primo album vero e proprio, l'omonimo "Digitalism".
Il Tenax, forse l'unico posto a Firenze in grado di accogliere un concerto del genere, si apre alla collaborazione con quelli di Intooitiv e Musicus Concentus, impegnati tutto l'anno nel promuovere musica nuova e/o fuori dalle rotte più commerciali, in una città che non sempre recepisce. A fare da contenitore al live dei Digitalism è una mini-propaggine del NextTech, un festival che in sole due edizioni si è già guadagnato una certa credibilità. E ben venga dunque questo "NextTech continua" che ci porterà, oltre ai Digitalism, gli acclamati Justice il prossimo mese.
Il live inizia al momento giusto, cioè esattamente nell'attimo in cui entro in sala: neanche ci fossimo telefonati... Dura poco, o molto, non saprei dire, perché la performance dei due tedeschi non ha alcuna soluzione di continuità, ed è difficile percepire con esattezza il tempo che passa. Un unico lungo beat che testimonia l'estrazione tecnica dei due, che sono principalmente dj, non ci piove. Eppure il loro sound, e i loro live (parola di testimone), hanno un approccio che ricerca col pubblico quel contatto e quell'empatia che appartengono quasi esclusivamente al mondo del rock. L'impressione è che i Digitalism soffrano di quel complesso comune a molti dj e producer, e cioè di essere pressoché inutili sul palco. Tanto non c'è molto da suonare. Ed è qui che invece i due innestano una serie di scelte di palco che rendono i loro live dei momenti unici, esattamente come dovrebbe accadere per ogni concerto: le voci sono dal vivo, e così pure tutta una serie di rumori e percussioni, a "umanizzare" il suono elettronico, ops, digitale. Ma è soprattutto l'accompagnamento visivo a creare l'atmosfera "digitalism": luci e videoproiezioni mixate dal vivo tutte coerenti tra loro, giocate quasi esclusivamente sul verde dei led e sul bianco. Unica stonatura le spruzzate di fumo finto, totalmente fuori contesto, non sappiamo se dovute al gruppo o al locale.
Il pubblico è giovanissimo e infoiato, e qualcuno mi fa giustamente notare che sembra di essere dentro a uno spot di MTV: peccato che i trentenni in città trascurino quasi completamente le poche iniziative musicali di pregio. Ma chi c'è è presente e ha voglia di fare casino: si genera addirittura dello stage diving, ma non sembra esserci la convinzione dei tempi punk-hardcore da centro sociale. E non è certo colpa dei Digitalism: loro ce la mettono tutta, dall'inizio alla fine, a infiammare gli animi urlando "where's the biggest party in town?". La risposta è "qui", ma a denti stretti.

[Davide Morena]

 
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