Firenze
Tenax
28 novembre 2007
La coda del NexTech è l'occasione per ammirare il live-set del duo di Amburgo.
Jens Moelle e Isi Tuefekci, meglio noti con lo pseudonimo collettivo
Digitalism, hanno fatto tappa a Firenze mercoledì 28 novembre scorso lungo il tour
che sta portando in giro per l'Europa la versione live del loro primo album
vero e proprio, l'omonimo "Digitalism".
Il Tenax,
forse l'unico posto a Firenze in grado di accogliere un concerto del genere, si
apre alla collaborazione con quelli di Intooitiv e Musicus Concentus, impegnati
tutto l'anno nel promuovere musica nuova e/o fuori dalle rotte più commerciali,
in una città che non sempre recepisce. A fare da contenitore al live dei
Digitalism è una mini-propaggine del NextTech, un festival che in sole due
edizioni si è già guadagnato una certa credibilità. E ben venga dunque questo
"NextTech continua" che ci porterà, oltre ai Digitalism, gli acclamati Justice
il prossimo mese.
Il live
inizia al momento giusto, cioè esattamente nell'attimo in cui entro in sala:
neanche ci fossimo telefonati... Dura poco, o molto, non saprei dire, perché la
performance dei due tedeschi non ha alcuna soluzione di continuità, ed è
difficile percepire con esattezza il tempo che passa. Un unico lungo beat che
testimonia l'estrazione tecnica dei due, che sono principalmente dj, non ci
piove. Eppure il loro sound, e i loro live (parola di testimone), hanno un
approccio che ricerca col pubblico quel contatto e quell'empatia che
appartengono quasi esclusivamente al mondo del rock. L'impressione è che i
Digitalism soffrano di quel complesso comune a molti dj e producer, e cioè di
essere pressoché inutili sul palco. Tanto non c'è molto da suonare. Ed è qui
che invece i due innestano una serie di scelte di palco che rendono i loro live
dei momenti unici, esattamente come dovrebbe accadere per ogni concerto: le
voci sono dal vivo, e così pure tutta una serie di rumori e percussioni, a
"umanizzare" il suono elettronico, ops, digitale. Ma è soprattutto
l'accompagnamento visivo a creare l'atmosfera "digitalism": luci e
videoproiezioni mixate dal vivo tutte coerenti tra loro, giocate quasi
esclusivamente sul verde dei led e sul bianco. Unica stonatura le spruzzate di
fumo finto, totalmente fuori contesto, non sappiamo se dovute al gruppo o al
locale.
Il
pubblico è giovanissimo e infoiato, e qualcuno mi fa giustamente notare che
sembra di essere dentro a uno spot di MTV: peccato che i trentenni in città
trascurino quasi completamente le poche iniziative musicali di pregio. Ma chi
c'è è presente e ha voglia di fare casino: si genera addirittura dello stage
diving, ma non sembra esserci la convinzione dei tempi punk-hardcore da centro
sociale. E non è certo colpa dei Digitalism: loro ce la mettono tutta,
dall'inizio alla fine, a infiammare gli animi urlando "where's the biggest
party in town?". La risposta è "qui", ma a denti stretti.
[Davide Morena]
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