Live report
I LOVE YOU BUT I'VE CHOSEN DARKNESS | I LOVE YOU BUT I'VE CHOSEN DARKNESS |
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| Scritto da Massimo Lovisco | |
| sabato 28 ottobre 2006 | |
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20 ottobre 2006 Per chi come il sottoscritto era in crisi di astinenza musicale da sound malinconico ed oscuro tipico di gruppi quali Cure, Joy Division, Bauhaus e colleghi, questi ultimi anni si sono rivelati fecondi e floridi.
Tutto grazie
all'arrivo di tanti (giovani) gruppi in grado di restituire quelle atmosfere
dense e notturne tipiche della new wave in una versione (bene) aggiornata alle
sonorità attuali. E' il caso di gruppi come Interpol, Editors, Xiu-Xiu, e per
intenderci degli I Love You But I've Chosen Darkness.
Il nome strano e a dir vero un po' ostico del gruppo Texano, da un po' di tempo circolava (molto) in territorio bolognese alimentato da radio locali, webzine musicali, e dal classico passaparola fino a diventare "conosciuto" ai tanti. Per questo la data al Covo si preannunciava come una serata particolare: non il gruppo al primo disco in cerca di consenso, bensì la band acclamata ed attesa di cui si conoscono a memoria le canzoni. Da sottolineare poi che nel quintetto sono confluiti musicisti da altre "storiche" formazioni come Windsor for the Derby e Paul Newman: tutto questo non ha fatto altro che alimentare ancor più le aspettative. Sul palco sono preceduti da un duo molto interessante, i Tarantola A.D., dai suoni dilatati e filtrati attraverso delay e flanger. Il loro (piccolo) spettacolo è molto visivo ed onirico, coinvolgente e che ben predispone la sala ad un'ottima serata. Ma l'attesa, si sa è tutta per i 5 da Austin. Durante il concerto eseguono tutto "Fear Is On Our Side", album molto vario con pezzi dalle dinamiche e dall'intensità differenti e a mio avviso la scelta della set list per la serata non è stata tanto azzeccata come avrebbe potuto essere. Per esempio hanno scelto di aprire con The Owl, pezzo strumentale seguito poi da un altro dalle dinamiche molto lente quando a mio avviso ci voleva qualcosa con più energia tipo la bellissima According To the Plane carica, dal basso ipnotico e distorto in grado di condensare tutte le attese del pubblico in adrenalina. Questa impressione mi accompagnerà per tutto il concerto! Ovviamente è una mia considerazione personale, ma ho trovato anche l'inserimento delle "hit" come The ghost, If it was here "fuori tempo" emozionalmente, per dirla in breve sembra che la selezione dei pezzi non segua una precisa logica live ( accompagnare le emozioni del pubblico attraverso un percorso studiato): è il pubblico che conoscendo tutte le canzoni trascina con il proprio entusiasmo il gruppo e non il contrario. In conclusione gli I Love You But I've Chosen Drakness mi hanno fatto l'impressione di un gruppo a cui manca solo quel pizzico di carisma in più per poter diventare uno dei nomi fondamentali di questo filone new new wave... in definitiva sono bravi ed hanno delle canzoni davvero belle, e scusate se è poco... [Massimo Lovisco] Discuti quest'articolo nel forum. (0 posts) |
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