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Scritto da Maurizio Inchingoli
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lunedì 17 dicembre 2007 |
Bologna
La Scuderia
9 dicembre 2007
Deludono un po' le aspettative questi ultimi JO'M in formazione a quattro: due chitarre, dischi e campionamenti e
batteria.
Il gruppo
di Tom Greenwood parte in sordina con un pezzo in crescendo che si fa sempre
più psych-folk, con un finale quasi rock con influenze kraute. Presumo che si
concentrino soprattutto sul repertorio del loro ultimo album "Valley of
Fire" che confesso di non conoscere affatto, tranne per un pezzo ascoltato
su un podcast di BlowUp, che in verità non era neanche male; ma sinceramente,
quando hanno riproposto lo stesso canovaccio per i pezzi successivi, vi
confesso che il tedio mi aveva assalito definitivamente... Cosi per un'ora e
mezza circa, ci siamo sorbiti quattro-cinque composizioni di fatto uguali a se
stesse, di cui francamente non sentivamo affatto la mancanza. Eppure
"Liberation" e "Flags of Sacred Harps" erano dei gran
dischi, vabbè... Una poltiglia krauta con un sussulto solo per un pezzo, dove
quasi ci si era svegliati dal torpore generale, perchè i due chitarristi si
erano ricordati di non "grattuggiare" i loro strumenti, ma di farne
un sano uso, ossia menare fendenti e riscaldare l'atmosfera che si era creata in quel
momento (sembrava di stare ad un inconcludente aperitivo intellettual-chic, che palle!). A mezzanotte il tutto era finito, ed i musicisti erano fuori dal
locale a deambulare un po' ebeti e forse stanchi prima di, presumibilmente,
tornare nella loro patria. Chissà se questa rassegna chiamata "Safe As Milk" avrà
un seguito dopo le feste di Natale; staremo a vedere, anche perchè in teoria
dovrebbero "recuperare" la data cancellata all'ultimo momento di
William Basinski. Speriamo...
[Maurizio Inchingoli]
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