I Newyorkesi
appartengono alla lista dei miei preferiti già da un paio di dischi, forse da
quando con il penultimo "Drum's not dead" (la versione con dvd) mi hanno
definitivamente convinto che sono tra i pochi di questi anni che riescono ad
andare oltre la frontiera meramente musicale. Mi chiedevo: "chissà come saranno
i Liars dal vivo?". O meglio, "chissà cosa combineranno", interrogativi
accresciuti dopo averli persi almeno una decina di volte, sempre a malincuore
(e c'è da registrare anche la "chicca" di una volta in cui stavamo per portarli a Potenza, nella centralissima Piazza Prefettura, prima che volassero in Brasile durante un tour
mondiale. Per la cronaca dopo trattative con i "soliti" enti saltò tutto. Quell'anno
suonarono poi - almeno - i
24 Grana...).
Come sono
stati allora i Liars dal vivo? Ecco, è un interrogativo a cui non riesco ancora
a dare risposta... ma posso individuare 3 livelli per una recensione:
1. L'atmosfera
Come non
capitava ormai da tempo, l'atmosfera era proprio quella che vorresti,
accattivante, emozionante. Avete presente il film "24 Hours Party People"? Sarà
perché l'Init di Roma (che ha ri-aperto da poco) è proprio un bel locale e c'è
da dirlo, con la sua atmosfera molto Manchester anni '80; sarà per il pienone
di gente con un nutrito gruppo di veri e propri fans che poi si ritroveranno a
cantare tutti, ma proprio tutti i testi (non vedevo una cosa simile dai
Depeche
Mode, e già lì il coro era limitato alle hit: incredibile!); sarà perché entrando
leggermente in ritardo ci siamo ritrovati gli
HTRK (il gruppo di apertura) già all'opera, con la cantante
che gridava e percuoteva con forza un tamburo (bella
scena, molto industrial-punk); sarà perché tutto ciò accadeva in totale
penombra (per la cronaca tutto il concerto dei nostri si è svolto in penombra.
Non è un caso che in 15 minuti tutti i fotografi che non volevano usare il flash
sono spariti e quelli che sono rimasti hanno fatto foto non memorabili).
2. Lo
spettacolo
I Liars
li immagini come un gruppo spettacolare. E lo sono, esattamente.
Angus Andrei
sale sul palco, anzi appare a metà del primo pezzo ed è folle proprio come lo
immagini. Vestito in completo giacca-cravatta rigorosamente bianco, dal primo
all'ultimo minuto del concerto non farà altro che correre per tutto lo spazio,
gridare, saltare, muoversi mimando tutta una serie di gesti con un'intelligente
ironia. Ma soprattutto Andrei grida. Ogni motivo è buono. Accompagna le poche
frasi che sa in italiano con urla a squarciagola, risponde agli applausi con le
grida, e ovviamente canta gridando. E se non grida fa falsetti). Alla fine il suo
non è un concerto, ma è una vera e propria performance (e non c'è da
meravigliarsi o ironizzare: gli artisti-performer più importanti al giorno
d'oggi sono quelli che salgono su un tavolo e gridano). Anche lo spettacolo lo
salviamo, molto coinvolgente, suggestivo.
3. La
musica
E qui che
arriviamo al punto "dolente", perché dal vivo i Liars sono cosa totalmente
differente da ciò che sono su disco. Non sto qui a interrogarmi sui perché e
sui significati estetici di questa "scelta" ma se dal disco il loro uso del
rumore, ad esempio, è assai raffinato, dal vivo è più simile al frastuono, ad un "gran
casino"; se su disco la voce è curata dagli effetti alle intonazioni, dal vivo
è deludente, buttata lì senza nessuna cura. I falsetti senza alcun effetto a
volte sembrano cadere nella "caricatura", le parti cantate sono urlate, e si
arriva a casi come nella (bellissima su disco)
Freak Out cantata (dal
chitarrista) ampiamente fuori tono! E ovviamente scordatevi gli effetti, le
parti in cui il pezzo si arresta con il gioco di basso per poi ripartire ecc ecc....
Dal vivo
in pratica manca tutto quello che c'è su disco: l'elettronica, gli effetti
calibrati e selezionati con estrema cura, le tastiere, i suoni campionati, le
note singole di chitarra che "vagano", le
voci utilizzate come uno strumento, i cori, le controvoci... e sicuramente
mi dimenticherò molto altro.
Allora la
domanda è: può uno spettacolo, per quanto bello, rimpiazzare una totale
mancanza di cura musicale in un concerto? La risposta non è scontata, perchè
nonostante la delusione "musicale" a tutt'oggi andrei a rivederli senza
problemi, ed anzi dopo il concerto non faccio altro che ascoltare il loro
ultimo album. Misteri della musica...
[Massimo Lovisco]