Potenza, Carpe Diem
9 dicembre 2006
"Il concerto è finito, se volete un'altra canzone chiedete". Cronaca di un weekend di musica tra bei ricordi e occasioni sprecate.
Venerdi 9 dicembre al Carpe Diem
di Picerno - che dello storico locale di Tito Scalo mantiene, purtroppo,
soltanto il nome (pessima l'acustica, inesistente l'appeal) - hanno fatto tappa
i Folkabbestia, per farci ascoltare il loro ultimo album 26-60-38. L'opera, il cui titolo rende omaggio
all'indimenticabile Carosone, racchiude in un cofanetto inevitabilmente folk,
30 anni di canzoni e canzonette all'italiana. "L'avvelenata", "Tre briganti e tre somari", "Pietre", "Voglio vederti danzare", "Ma cos'è questa crisi", alcune delle
reinterpretazioni che hanno regalato sorrisi e gioia di vivere ai paganti. Per ben due ore, ragazzi e
ragazze (provenienti da tutto il Mezzogiorno d'Italia, secondo patron
Vincenzo...) sono stati indotti alle piroette, come da tempo immemore non
accadeva da queste parti. Per la settima volta nella mia
vita l'esibizione di Lorenzo Mannarini e compagni ha rappresentato il più
efficace degli antidepressivi.
Scene di sana e spontanea
baldoria hanno caratterizzato l'esibizione dei nostri beniamini pugliesi,
sempre energici e generosi, tanto davanti a 10 persone quanto a 1000. A bordo di un treno scanzonato ed
irriverente ci siamo ballati una gran fetta di musica popolare in direzione divertimento,
sulle note ben suonate di un repertorio fatto di castelli, briganti,
fricchettoni e amici di Gigìn. "Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice".
Il giorno successivo, sabato 10 dicembre, sarà ricordato come una grande occasione sprecata, specie da chi, stanco di musica dance commerciale e di hits in sequenza, vorrebbe ballare sotto l'effetto di suoni diversi, che altrove si sono conquistati importanti schiere di aficionados e che da queste parti sono bellamente ignorati. Nelle orecchie dei pochi intimi intervenuti scorrono 4 ore di musica selezionata con cura, che avrebbe meritato miglior sorte.
La serata è aperta dal laptop-set di Glow, nuova leva della club culture potentina, che propone un'ottima chill-out, nel senso meno mainstream del genere, con venature dub e aperture ambient di bell'effetto. Poi tocca a Sacco & Vanzetti, che aumentano gradualmente i bpm, mantenendosi nell'alveo di un suono scuro e profondo, tra spigoli breaks, sinuosità house e scintille electro. I Feel Good Productions apprezzano, in consolle si respira un'aria simpatica e amichevole: il loro set (piatti e cdj players) ha una forte matrice afro, propone suoni analogici e legnosi, pesca dalla compilation Funkadelica, miscela pezzi etnici di diversa provenienza geografica (dai Balcani al Sudamerica) e poi vira verso la drum'n'bass. Chi ha voglia di muoversi e di sudare lo fa, riuscendo a riscaldarsi in un ambiente vuoto e freddo che penalizza ulteriormente l'audio. A chiudere il live-set di keng~, che raccoglie il testimone d'n'b e lo dirotta su sponde IDM, mantenendo come sfondo quello spirito dub che ha caratterizzato tutta la serata. Complessivamente un set godibilissimo ed omogeneo, impreziosito dal vjing di Silvio Giordano, che in una dimensione più intima e calda avrebbe sortito effetti migliori.
La speranza è che si continui ad osare e a lavorare (a tutti i livelli: comunicazione, ambiente, conoscenza, collaborazione) per creare le migliori condizioni per diffondere in Basilicata musica diversa. Prima o poi il grande sonno finirà.
[Fester & Luigi Catalani]
|