| RECFESTIVAL |
|
|
|
| Scritto da Maurizio Inchingoli | |||||||
| giovedì 27 marzo 2008 | |||||||
|
Teatro Ariosto 7 ottobre 2007 "Tempi difficili" è l'epigrafe che segna l'ultima edizione di RECFESTIVAL. Biosphere aka Geir Jenssen ( electronics, visuals ) Bj Nilsen & Hildur Gudnadottir ( electronics & cello, voice ) KTL - Stephen O'Malley , guitar / Peter Rehberg , electronics Programma ricco ed eterogeneo con, tra gli altri, act di David Sylvian, Cecil Taylor Quartet feat. Anthony Braxton, e Mouse on Mars/ Monade. Noi ci concentriamo sulla data di domenica 7 ottobre; la più intrigante a nostro modesto parere. In un teatro tenuto come un gioiellino, l'Ariosto, nel centro in verità un po' deserto della città emiliana, si svolge questa serata molto attesa, anche se la gente accorsa per l'evento è veramente pochina. Si spengono le luci, si accendono laptop e proiettori. Ha inizio il breve set di Geir Jenssen a.k.a. Biosphere. 45 minuti di folate sonore molto delicate che verso la fine si fanno più movimentate e techno: glaciale per come la intende il musicista norvegese. Accompagnato da immagini di dolce inquietudine, metropolitane tedesche, treni in movimento e spazi aperti. L'apolide musica del nostro ben si addice a questo tipo di immagini, in un set rilassato e tutto sommato efficace. Ricordo invece un suo concerto nel 2002 a Roma, nell'ambito del festival Dissonanze, all'interno del Chiostro del Bramante : dopo pochi minuti, il nostro abbandona il cortile per evidente nervosismo, scaturito dall'insistente e fastidioso chiacchiericcio che disturbava il set. Tornò solo quando l'organizzazione redarguì la platea, e finì in mezz'ora un set scarno ed ormai irrimediabilmente rovinato. Dopo una breve pausa ecco un duo misterioso che viene dalla Scandinavia. BJ Nilsen, svedese (laptop, electronics) e Hildur Gudnadottir, islandese (cello e voce) membro dei Mum e collaboratrice dei grandissimi Pansonic: ci conducono in un vortice di vento gelido fatto di suoni riprocessati e rielaborati dall'immancabile Mac di Nilsen. Quasi un'ora di ottima sofferente space-elettronica che incattivisce l'ambiente, quasi a far presagire il set che arriverà subito dopo. Notevole l'approccio comunque... BJ Nilsen & Hildur Gudnadottir [002, 003], KTL [004]: photo Michele Brancati. Una nuvola di innocuo fumo bianco anticipa quello che sarà la cosa più vicina alla sublime passione per le chitarre che contraddistingue qualunque "malato" di musica "colta" del 21mo secolo. Stephen O'Malley (chitarra) e Peter Rehberg (electronics) inscenano una piece di rumori aggressivi ed ottundenti da paura. Oltre un'ora di ripeto : sublime chitarrismo elettronico che non ci fà affatto vergognare di amare assoli ed estenuanti coltri sonore che rasentano la perfezione. Lunghe escursioni intervallate dagli incredibili assolo del musicista di Seattle, già padre-padrone di progetti monstre come Sunn O))), Khanate, Aethenor, Burning Witch e via elencando. Rehberg contrappunta il tutto con scudisciate metalliche al limite dell'udibile. Presentano ovviamente i pezzi da "2", ultima fatica di KTL, ennesima reicarnazione di questi musicisti che hanno collaborato con il gotha mondiale del metal e dell'avanguardia. Basti pensare al progetto Fenn'O'Berg con Pita, a.k.a. Peter Rehberg, Jim O'Rourke e Fennesz. Od ai Probot, allstar band con O'Malley, Dave Grohl, Lemmy Motorhead, Max Cavalera, Wino dei Saint Vitus, ecc.Vi consiglio di dare un'occhiata al sito del musicista americano: www.ideologic.org. Tanto materiale e foto strepitose, insieme a filmati dal vivo dei suoi show. Usciamo dal bellissimo teatro, e ci avviamo verso la desolata Stazione Centrale di Reggio Emilia con la consapevolezza di aver assistito ad un vero e proprio evento. Un plauso alla Fondazione " I Teatri di Reggio Emilia " e ad "Electricpriest" che ha organizzato in particolare questa serata. Per la prossima volta è auspicabile una maggiore e capillare informazione. Ma in fondo va già bene cosi. Al prossimo anno. [Maurizio Inchingoli] |
|||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|