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9 X 9 : N.3 PDF Stampa E-mail
Scritto da June Miller   
mercoledì 22 novembre 2006
Nove tracce ideali per nove film non ancora girati
Numero Tre

Elliott Smith - FIGURE 8 [b side - Son of Sam, 2000]
Single from Figure 8 [Dreamworks SKG, 2000]
per un film di Gus Van Sant

Mai come in questo caso il nostro gioco della colonna sonora arbitrariamente associata a un film si fa malinconia dell'inattuabile: impossibile, infatti, risvegliare Elliott Smith dalle coltellate (suicidio atipico che provoca grande turbamento e neppure un grammo dell'aura eccitata, benevolmente decadente e misteriosa che si crea intorno alla scomparsa dei belli & maledetti - o belli e dannati, come sciaguratamente è stato tradotto in Italia il titolo del film di riferimento di cui ci occuperemo).
E' vivo, invece, e in azione, Gus Van Sant - talvolta regista-nocchiero capace di traghettarci in acque pericolose, talvolta autore piuttosto convenzionale di videoclip, talvolta romanziere, aspetto su cui chi scrive non si pronuncia non avendo ancora affrontato il suo "Pink", edito per Minimum Fax nel 1998. Il nostro fu affascinato in tempi non sospetti dalla personalità dolce e cupa dell'artista in questione (volle la sua musica in "Good Will Hunting" [1997], film che fa probabilmente parte del lato creativo meno scomodo e più edificante di Van Sant, lo stesso che darà in seguito voce a un film francamente irritante quale "Scoprendo Forrester" [2000]).
Tuttavia, nemmeno l'improvvisa notorietà dovuta all'incontro con il regista e al successivo utilizzo di diversi suoi brani in una quantità di pellicole americane (per l'elenco completo vi rimando ai link a fine articolo) furono sufficienti per assicurare a questo delicato e coraggioso musicista un successo che probabilmente non era neppure tra le sue aspirazioni.
Leggo in rete alcune sue parole che sembrano aderire perfettamente all'arte e alla persona, dove per arte si intende la capacità di illustrare umilmente, con segno semplice e trasparente una quantità di inferni non soltanto personali, lo schermirsi rispetto a un'immagine di tristezza convenzionale, infilando testi che saccheggiano ogni nostra risorsa razionale in melodie apparentemente leggere, costringendoci ad abdicare di fronte alla vastità di un solo minuto.
"Figure 8" si chiamò così per via della figura del pattinaggio, "un cerchio intrecciato, che puoi ripetere all'infinito, e sembra senza senso, non vai da nessuna parte. Ma è perché non ce n'è bisogno. Muovermi senza direzioni particolari, direi che mi piace, mentre non mi convince l'aspetto di ricerca di perfezione del disegno."
Una parabola. "Figure 8" si adatterebbe perfettamente a un film del Van Sant di "My Own Private Idaho" [1991], laddove convivono narcolessia come rifiuto, marchette intrise di humor nero, insensate quanto l'esistenza, stagioni che si rincorrono, una vera e propria poetica del paesaggio che affida alle riprese di cieli e nuvole il compito di raccontare l'intensità di altre mancanze, altri dolori -  il grembo della madre in cui riposare, il padre che mai abbiamo, lo scarto tra l'ideale e i dollari, l'inverno annunciato al quale non si vuole credere, fuggevoli occasioni di tenerezza.
Forse la rappresentazione di una fuga impossibile, la risposta affidata soltanto al coltello.

figure 8

figure eight is double four
figure four is half of eight
If you skate you would be great
if you could make a figure eight
that's a circle that turns round upon itself


figure eight is two times four
four times four is two times eight
If you skate upon thin ice
you'd be wise if you thought twice
before you made another single move


Elliott Smith

A margine:

Su Elliot Smith:  http://sweetadeline.net/  (sito internazionale)
http://www.ondarock.it/Elliott.html
(biografia e discografia in italiano)

Su Gus Van Sant: http://www.geocities.com/sunsetstrip/club/9542/vansant.htm
(sito non ufficiale)

Ancora più a margine:

http://www.minimumfax.com/Libro.asp?Libroid=53
(scheda del romanzo di Gus Van Sant)
http://www.imdb.com/name/nm0808129/
(elenco completo dei brani di Elliott Smith utilizzati per il cinema)

Da recuperare: documentario su Elliott Smith - "Strange parallel" [Steve Hanft,1998]

[June Miller]

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