Wild Screen
I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN | I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN |
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| Scritto da Francesco Scaringi | |
| giovedì 06 luglio 2006 | |
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Prima parte: rudezza, sofferenza, solitudine.
Seconda parte: uno struggente senso del dolore per l'amore impossibile.
Due solitudini che si incontrano, in un crescendo
di tenerezza dissimulata, violenza, rabbia e infelicità.
Ennis è la figura più 'contorta', in cui si avverte una compressione dei sentimenti, che man mano, tra scoppi di violenza emergono alla luce. Jak sembra essere il più solare ma anche in lui si avverte qualcosa di incompiuto, un senso di assenza, un dolore e una condizione che si vuole superare a tutti i costi, ma risulta essere anche il più fragile, perché si scopre di più e così si espone maggiormente al rischio della scoperta della propria condizione. Rabbia e dolore in un ambiente ostile, così come è stata ostile la vita nei confronti dei protagonisti, dalla famiglia, alla società al gelo della montagna. E' proprio la montagna, ardua, difficile e rude, il luogo nel quale le solitudini si possono incontrare, che partecipa del dramma sentimentale dei due e che con la forza dell'isolamento diventa il luogo privilegiato degli incontri dei protagonisti, che a fasi alterne continueranno per circa 20 anni fino alla morte di Jak (ucciso cosi come aveva temuto Ennis dalla violenza del pregiudizio). Il film scorre sotto l'attenta regia di Lee con grande respiro e con grande intensità, la macchina da presa si muove senza retorica nel far avvolgere e proteggere i protagonisti dalla natura, che non si risolve mai in una enfasi del colore o dello scorcio. Nonostante alcuni tratti romantici, appena espressi dai protagonisti e i momenti di pace e affetto rubati, prevale il senso del dolore e del pericolo che nasce dalla continua dissimulazione della propria condizione. Inarrestabile lo scavare dell'amore che mette a nudo i sentimenti veri dei protagonisti nonostante il loro tentativo di mettere su famiglia per cercare una sorta di normalità. I figli per Ennis diventeranno l'ancora di salvezza alla solitudine sempre più ricercata e al dolore sempre più grande dopo l'uccisione di Jak. L'incontro di Ennis con la famiglia di Jak dopo la sua morte è un altro momento importante del film ma che porta, alla fine, all'assumere la disperazione e il dolore come condizione ineliminabile di vita. L'immobilità del padre di Jak, con l'ambiguo sguardo di colui che sa ma non accetta la disperazione trattenuta della madre sono rivelatori di un mondo che così com'è non può che condurre all'esclusione e al disprezzo dei sentimenti. Nella stanza di Jak Ennis ritrova una sua camicia che Jak gli aveva sottratto sui monti la prima volta del loro incontro. Se la porta per riprendere un pezzo di se stesso, dei suoi ricordi e un pezzo di Jak da tenere ancora e sempre con sé finalmente. La visita della figlia nella baracca dove vive ci mostra oramai un Ennis attempato, che parla sempre di più a stento ma che in nome dell'affetto di Jak per un attimo si concede alla felicità della figlia acconsentendo a partecipare al suo matrimonio non senza aver prima chiesto alla figlia se il suo ragazzo l'ami veramente. Un segno che qualcuno può in qualche modo incontrare la serenità. Film sul dolore, dunque, sul silenzio, sul dramma interiore e sociale. Un film che non bisogna perdere grazie anche alla bravura degli attori, in modo particolare di Heath Ledger (Ennis), la sua recitazione espressa in un'attenta gestualità che accenna e sottolinea i tormentati sentimenti, come segni della sofferenza e dell'inesprimibile affetto. [Francesco Scaringi] Discuti quest'articolo nel forum. (0 posts) |
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