La storia racconta l'incontro-scontro tra Leila, una affascinante
Giovanna
Mezzogiorno, bella e giovane falsaria che vive di piccoli furti e truffe, e
Franz interpretato da
Valerio Mastandrea, ingenuo e generoso autista di autobus
con la passione per il poker, che ad un passo dalla laurea in filosofia ha
mollato tutto per la sicurezza del posto fisso. Due solitudini, due vite a metà
che, per un puro disegno del destino, si trovano loro malgrado imbrigliate in
un complesso e pericoloso gioco di potenti senza scrupoli, servizi segreti
deviati e non, piccola e grande criminalità. E come in una favola i due ragazzi
insieme riescono a ritrovare il bandolo dell'intricata matassa e a risolvere
l'impasse della propria esistenza, salvo poi per il triste epilogo.
"Notturno
bus" è una miscellanea di tanti generi: si passa dalla commedia,
all'azione, al noir fino ad arrivare al sentimentalismo più puro. Ogni elemento
è ben dosato, e il ritmo rimane costante per tutta la durata del film. Uno
strano cocktail, in cui la risata si unisce alla riflessione: ma il risultato
alla fine è vincente. Il protagonista involontario del film è Franz, un
disilluso e nevrotico conducente d'autobus. In una notte come tante Franz fa un
incontro che cambierà per sempre la sua vita: a una fermata farà conoscenza con
la misteriosa Leila, una strana ragazza in fuga da non si sa chi e con addosso
un travestimento per non essere riconosciuta. Rimasto stordito e affascinato
dall'incontro, Franz ospita la ragazza a casa sua, non accorgendosi che in
realtà ne è rimasto inconsapevolmente ammaliato e raggirato. Leila infatti
altri non è che una bugiarda truffatrice, inseguita da due loschi personaggi
che non hanno buone intenzioni nei suoi confronti, oltre che da uno svampito
agente dei servizi segreti. Cercando rifugio nel Notturno Bus intreccerà
inevitabilmente la sua vita con quella dell'uomo che, inizialmente, vede
soltanto come una via d'uscita, ma col tempo fra i due nasce un amore. Franz è
un conducente di autobus che anche nella vita ha sempre guardato nello
specchietto retrovisore. Una notte sul suo bus deserto incontra per caso questa
ragazza in fuga coi boccoli rossi e i piedi scalzi. Non fa in tempo a negarle
una sigaretta che la donna si è già liberata della sua parrucca e si è infilata
nel suo letto, ma soltanto per avere un posto in cui passare la notte e
nascondersi. L'affascinante donna con gli occhi da gatta è infatti una scaltra
e bugiarda truffatrice il cui primo colpo risale a quando aveva tre anni.
Inseguita da una coppia di grotteschi killer, il caciarone e violento Garofano,
e il laconico e spietato torturatore dallo stomaco debole Diolaiti, oltre che
da un romantico agente dei servizi segreti, la ragazza cercherà protezione
sull'autobus notturno di Franz "cuor di leone", come lo chiama lei.
Lui, filosofo mancato, "normalmente vile" secondo una sua stessa
ammissione, braccato a sua volta per
debiti di gioco da un energumeno fondamentalmente buono di nome Titti, cercherà
con scarsi risultati di resistere a quello che dopo anni di terapia ha inquadrato
come il prototipo della donna sbagliata. Leila è una ragazza senza radici che
vive di espedienti, piccole truffe e piccoli furti, una solitaria, molto
seduttiva, in perenne lotta per la vita e in perenne fuga dalle emozioni
sincere, che possono renderla fragile. Franz è un uomo profondo ma passivo, uno
che pensa molto e agisce poco. Ha lasciato l'università ad un passo dalla
laurea in filosofia, fa l'autista di autobus, chiuso in una vita sonnacchiosa
tra bar e vecchi amici. Le uniche emozioni le prova al tavolo da poker, dove
perde regolarmente, tanto che è braccato appunto da Titti, nome da canarino ma
corpaccio da energumeno, a cui deve un bel pò di soldi. Il fato spinge Leila e
Franz in mezzo ad una lotta spietata per un microchip che può rovinare un
personaggio molto potente. A cercarlo ci sono agenti dei servizi segreti
deviati e non. Leila, durante una delle sue piccole truffe, infatti ha rubato
senza accorgersene il microchip e si ritrova braccata dagli agenti. Sfugge alla
morte per un soffio e si ritrova su un autobus notturno a chiedere aiuto
all'autista, Franz, che crede di aiutare una ragazza che si nasconde da un
fidanzato tradito e quando capisce in che pasticcio è finito è troppo tardi:
ormai è stato individuato come complice ed è costretto a continuare la fuga
insieme a Leila.
Dedicato a
Gillo Pontecorvo, questo bel film inizia con uno squillo minaccioso di un
telefono che accompagna i titoli di testa, in bianco, che appaiono
progressivamente su sfondo nero. Nel curriculum artistico di Davide Marengo, oltre a
videoclip, spot pubblicitari e cortometraggi, troviamo
"Craj",
documentario sulla musica popolare pugliese. E, non a caso, proprio le
azzeccate musiche di
Mario Rivera e
Gabriele Coen, alle quali si aggiungono
Mi persi e
La
Paranza di
Daniele Silvestri, sembrano prepotentemente
imporsi tra i protagonisti della vicenda. Mentre scorre il film ci si rende subito
conto del fatto che, nonostante l'evidente lato ironico, conferito in particolar
modo dalle divertenti battute snocciolate da Franz-Mastandrea, la tipologia di spettacolo che
scorre davanti ai nostri occhi si presenta con le fattezze di un mix volto a
coinvolgere diversi generi, dal racconto d'azione alla commedia romantica. Tra
ombre sui volti ed un'affascinante fotografia bluastra nelle sequenze notturne
questo film pare concludersi bene, ma in realtà non va a finire proprio come ci
si aspetta... Una favola moderna dai toni grotteschi che ho trovato
molto bella ed adatta a descrivere per una "sorta" di similitudine certe
vicende inventate ma che a volte sono più vere della stessa realtà, in quanto
storie come quella raccontata da Marengo ci possono capitare, eccome se ci
capitano!
(ad
Antonella, amica e confidente preziosa)
[Mariano Lizzadro]