Wild Screen
SUL CINEMA DI DAVID LYNCH | SUL CINEMA DI DAVID LYNCH |
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| Scritto da Mariano Lizzadro | |
| domenica 03 dicembre 2006 | |
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Appunti sparsi su foglietti gettati da qualche parte, abbozzi di poesie, aborti di recensioni, considerazioni accumulate nel corso del tempo su alcuni film di David Lynch, sul cinema di David Lynch. Dedicato al mio caro amico Silvio Giordano. Buona lettura, anzi buona visione!
Con occhio di lince, linciaggio un orecchio, l'orrore allo specchio. Irreale visione surreale, reiterato e sovvertito il normale ed il reale. Indaga - scruta - osserva - amputa, corpi - occhi - storie, rallentata - onirica - memoria. Allora come chiamarlo il cinema di David Lynch se non come unico piano sequenza di geniale lucida e bonaria violenza? Il cinema come occhio. Organo visivo che esplora deformità. Occhio e neurofibromatosi. Cinema tumore che deforma il cranio in maniera orrenda. Cinema freak esibito in circhi ambulanti. Cinema baraccone. Cinema deformante, delle brutture nell'Inghilterra Vittoriana. Cinema come poesia. Cinema degenerativo mostruosamente deforme. Cinema che mostra mostri in un circo come attrazione. Cinema- uomo- elefante. Cinema della deformità mostrata allo spettatore, della condanna a vivere dentro una gabbia. Cinema che si fa voce ritirata all'interno del corpo, rantolo da bestia malata. Cinema automa inerte e spaventoso, che provoca paura, disgusto e morbosa curiosità. Cinema come invocazione della morte. Cinema delle lacrime che salvano. Cinema dietro la superficie ordinaria delle cose e della realtà che nasconde altro. Cinema di incubi e mostri che fanno capolino da scene di vita quotidiana. Cinema rivelazione del male in un alternarsi continuo di luce - ombra - veglia - sogno. Cinema del grido: "io sono un uomo". Cinema buio - fumoso - asfittico - allucinato - allucinante. Cinema descrizione di lezzi e scherni verso l'uomo bestia.
Cinema di fantascienza. Cinema mano che entra nelle viscere. Cinema dei volti deturpati, degli aghi che s'infilano nella pelle. Cinema viaggio e siccità. Cinema che si espande in gocce dilatate sullo schermo. Cinema degli oppressi che abitano l'universo. Cinema costretto a indossare tute speciali, a rimanere ingabbiato in quei contenitori di corpi umani, studiati affinché possano venire riciclati i liquidi del corpo. Cinema di altri esseri che produce piaghe e bubboni. Cinema disgustoso, crudele, sorprendente e depistante. Cinema anno 10991. Cinema visionario - estraniante - fantascientifico. Cinema come proposizione e riproposizione del medioevo in un futuro lontano. Cinema come descrizione di leggi amorali di una civiltà ferma in un pantano. Cinema - spezia - melange - droga - realizzazione - dell'inespresso potenziale umano. Cinema come forza definitiva. Cinema come macchina, illimitata ma fatalmente limitata e schiava del tempo. Cinema come epopea, viaggio intergalattico nei deserti spaziali. Cinema - verme - che s'insinua nella fantasia. Cinema voce psicologica-mente fuoricampo. Cinema come sonda sonar che esplora l'animo. Cinema come conquista di un luogo altro, eterna lotta fra bene e male. Cinema - viaggio - strampalato - lungo le arterie americane. Cinema come viaggio mentale, road movie verso il nulla. Cinema del viaggio illusorio. Cinema, controcampo e flashback, che frantuma la struttura narrativa. Cinema che rompe le aspettative, che recide radici. Cinema come sordida musica cupa. Cinema accentuazione di contrasti. Cinema cadenzato frammentario discontinuo. Cinema che schiaccia l'occhio alle favole, che da un pugno nell'occhio alle soap-opera. Cinema brusco e intimo. Cinema bambino, che guarda con gli occhi di un bambino verso il mondo. Cinema - protesi - terrore degli scarafaggi - scorticamento - nervi scoperti. Cinema ubriaco e dispotico. Cinema ossessionato dal dentro, dai corpi vivisezionati, sotto la pelle. Cinema come tentativo di rivelare l'essenza stessa del reale, di trovare la rivelazione al di sotto dell'apparenza e della superficie delle cose. Cinema della normalità straniata e deformata fino a giungere al cuore selvaggio delle cose. Cinema - estremizzazione - ridondanza. Cinema a tasselli. Cinema - ambiguità in normalità. Cinema di storie osservate con sguardo allucinato, rallentate ed intorpidite. Cinema come lente deformata che svela e rivela un nuovo senso del reale, un amore ritrovato all'inferno. [Mariano Lizzadro] Discuti quest'articolo nel forum |
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